Dunque, oggi è il 18 aprile. Una data importante nella storia della Repubblica, che 69 anni fa segnò l’affermazione della Dc di De Gasperi sul Fronte popolare social-comunista. E allo stesso tempo, una data lontana, ormai dimenticata, che non dice più nulla di noi, della nostra collettiva identità politica. Qualcosa che si perde nella notte dei tempi, quasi fosse il ricordo della battaglia di Lepanto.
Lasciamo da parte rievocazioni fuori tempo massimo e parallelismi che non ci riguardano. Quel mondo è scomparso, nella sua drammaticità e anche nelle virtù che racchiudeva in sé. Del resto, nulla più della nostalgia è un sentimento antipolitico, e chi è affezionato alle ragioni della politica ha il dovere di non coltivarlo.
C’è però un insegnamento racchiuso ancora oggi in quell’evento. Ed è la capacità della classe dirigente di quegli anni di rischiare le sue fortune in nome delle sue convinzioni. I democristiani non pensavano di vincere, tutt’altro. Nessuno di loro “scese in campo” scommettendo sulla propria affermazione. E forse vinsero proprio perché i loro ideali politici erano più fondati delle loro previsioni.

MF