Peronista dandy. La definizione giornalistica che è stata data del presidente Conte non è propriamente encomiastica. Tuttavia è assai veritiera. E del resto Juan Domingo Peron era ai suoi tempi anche lui un uomo di uneleganza perfino affettata. Dunque il nostro premier non dovrebbe sentirsene offeso, tuttaltro.

  Semmai quello che colpisce di lui, in questi primi giorni di governo, è la mancanza di vera passione politica che le sue parole, i suoi gesti, la sua postura ci trasmettono. Ha parlato a lungo (fin troppo, al Senato), ha obbedito, ha recitato come talvolta si conviene. Ma da tutto questo non è mai emersa unidea del paese. Un diligente copia e incolla nella sua esposizione programmatica. Alcuni vistosi scivoloni, sui quali si è sempre tentati di infierire. Ma nulla più di questo.

  Filippo Ceccarelli ha evocato oggi il soccorso della grazia di Stato, come la chiamano i francesi. Quel di più che viene appunto dal fatto di trovarsi finalmente al centro della scena pubblica, e che dovrebbe suggerire una sorpresa, uno slancio, un salto di qualità connesso allesercizio di una responsabilità più alta.

  Aspettiamo, come è doveroso. Ma lattesa rischia di essere lunga e vana.

MF