Rivolgo un augurio ai democristiani che si candidano alle elezioni. Verso molti di loro ho un sentimento critico, verso tutti loro ho un’obiezione politica. Credo che se invece di elemosinare candidature di qua e di là avessero fatto, tutti quanti, uno sforzo per proporsi sotto le loro stesse insegne avrebbero finito per seguire un tragitto più lineare. E forse anche più utile alla chiarezza politica di cui il paese ha disperatamente bisogno. Ma tant’è.

Credo che ci sia bisogno di tornare a coltivare, pur nell’adesione ai codici della modernità, i tratti identitari di cui tutti i discendenti delle antiche culture politiche sono provvisti. E sono convinto che, prima o poi, lì si tornerà.

Intanto, però, spero che chi proviene da quella scuola ne tragga ancora qualche insegnamento. E metta poi quegli insegnamenti a disposizione degli altri. Ce n’è bisogno, e non lo dico per antico e nostalgico patriottismo democristiano.

Non si tratta di fare un monumento a un passato archiviato. Tutt’altro. Solo di immaginare un futuro più autentico.

MF