Che si debba allestire al più presto un “fronte repubblicano” come viene definito, un insieme di forze dedicate a difendere quel che resta della nostra antica civiltà politica è ovviamente un punto fermo. E pazienza se si parte contro il favore del pronostico. Anzi, ragione di più per tentare.
Ma un simile “fronte” ha bisogno, tra tante, di due condizioni fondamentali. La prima. Deve avere un carattere positivo, aperto, inclusivo. Non può essere un puro gioco di rimessa, una reazione indignata contro la barbarie che pure si vede dietro ogni angolo. Se cadremo nella trappola di giocare tutto il nostro destino sulla contrapposizione alle urla degli altri rischiamo di non farci sentire da una parte del nostro potenziale elettorato. La seconda. Deve evitare di farsi schiacciare sulla personificazione della leadership che va cercando. Un fronte non può ovviamente essere una piramide. Dunque occorre far leva su quella parte della classe dirigente che non pretende di salire troppo in cattedra e di comandare più del dovuto.
Insomma occorre evitare che in questa prima fila che si va formando ci siano degli “ego” spropositati. Che nessuno si offenda.

MF