A quanto pare, Matteo Renzi vorrebbe rottamare il fiscal compact. Non sorprende. Mano a mano che si avvicinano le urne una parte significativa del ceto politico e di governo reclama più risorse per lo sviluppo. E le reclama promettendo di bussare con energia brusca e un po’ velleitaria alle porte di un’Europa troppo austera.
Porterà qualche frutto questa strategia (finora soprattutto mediatica) ? E’ lecito dubitarne. Se si tratta di prendersela con Bruxelles c’è di sicuro qualcuno che è più avanti del Pd. Grillo, per esempio. O Salvini. O anche Berlusconi. E’ la solita storia della fotocopia e dell’originale.
Andò così anche nello scorso autunno, a ridosso del referendum. Renzi tuonò contro la classe politica e il paese votò contro di lui. Scosse l’albero lasciando che fossero i suoi avversari a raccogliere i frutti che cadevano a terra.
Il Pd dovrebbe essere la forza più interessata ad evitare che la prossima campagna elettorale diventi la fiera della demagogia. Se invece si illude di mettersi alla tua testa finisce per fare danno almeno due volte. Al paese. E anche a se stesso.

MF