La conferenza stampa di Conte, ieri sera, è stata il rito meno democristiano che si sia mai visto.

Un democristiano a denominazione d’origine controllata avrebbe magari concesso qualcosa all’allarmismo e non avrebbe concesso niente alla minimizzazione: un po’ per cultura politica, un po’ per utilità di governo. Un democristiano doc avrebbe indossato il saio dell’umiltà e non la maschera della vanità. Un democristiano doc avrebbe colto al volo il Mes, apprezzandone il tratto europeista, senza far di conto fingendo di essere un (peraltro pessimo) ragioniere. Un democristiano doc avrebbe lavorato a un patto tra governo, regioni e comuni e mai giocato con tanta disinvoltura alla contrapposizione tra centro e periferia. Un democristiano doc avrebbe cercato di ascoltare le voci del paese e non avrebbe celebrato compiaciuto la propria stessa voce. Infine, un democristiano doc si sarebbe assunto una responsabilità e non si sarebbe trastullato con lo scaricabarile.

Aveva un milione di difetti, il democristiano doc. Ma non quelli esibiti ieri sera dal nostro vanitosissimo premier.

MF