Stefano Graziano è stato prosciolto, definitivamente, da ogni accusa. Chi lo conosceva, non aveva dubbi. Ma non sono gli amici a testimoniare oggi la sua rettitudine. Sono i magistrati. E dunque, ci si poteva aspettare che i media più giustiziasti, quelli che fanno sempre il tifo per i giudici, e affidano loro anche le sentenze della storia, spendessero una parola per commentare e apprezzare la nettezza delle conclusioni a cui il loro lavoro era approdato.
Invece, niente. A suo tempo Travaglio aveva indossato la maschera della sua corrucciata severità -quella che risparmia solo ai suoi discutibili beniamini. Oggi aveva l’occasione per dare prova di un briciolo di onestà intellettuale. L’ha sprecata. Il suo silenzio vale tanto quanto la sua coda di paglia. Ieri e oggi. Non è un caso personale, uno tra tanti. E’ un paradigma. Fino a quando la disputa sul rapporto tra giustizia e politica si svolgerà tra opposte tifoserie, l’unico risultato sarà di legittimare i reciproci pregiudizi incrociati.

MF