Sono in molti (da ultimo Franceschini) a fare voti affinché Berlusconi si smarchi una volta per tutte dall’alleanza con Salvini e Meloni e si dedichi a tracciare un confine invalicabile verso una certa destra sovranista e populista. Sarebbe il disegno più coerente con il Partito Popolare Europeo, dicono tutti. E avrebbe in sé perfino qualcosa di democristiano, aggiungo io. Non è propriamente una cosarella, quella che si invoca da Berlusconi. Gli si chiede, in buona sostanza, di rinnegare se stesso. Nel 94 la sua discesa in campo fu il primo tentativo, in nome delle regole bipolari, di mettere insieme il centro e la destra. I democristiani avevano sempre presidiato quel confine. Il Cav fece del suo meglio per cancellarlo. Certo, si può osservare che in Francia Fillon non ha votato Le Pen, e in Germania Merkel non parla con Afd. Nell’antica regola democristiana c’era molto di europeista, e provarsi a ripristinarla ci sarebbe di grande aiuto. Ora appunto si spera che Berlusconi si appelli a quella regola che non gli è mai piaciuta più di tanto. Mettiamola così, parafrasando Gianna Nannini: bello e improbabile.

MF