Ieri erano in campo, contrapposte, due sinistre: quella di Renzi e quella di Pisapia. Due identità molto diverse, che ognuno dei due cercava di mettere a fuoco richiamando valori e declamando significati, per l’appunto, di sinistra.
Altri giorni sono dedicati alle molte destre che si aggirano nella nostra cittadella politica. Quella di Salvini, la più esplicita. Quella di Grillo, la più funambolica. Quella di Berlusconi (più per il suo passato che per il suo presente, a dire il vero).
Ora, sia detto senza troppo spirito geometrico. Alla politica italiana, tra tanta abbondanza di sinistre e di destre, manca un centro. Manca cioè una forza di tessitura politica e sociale, una forza che sia capace di ridare al paese quel senso di coesione che i molti eccessi degli uni e degli altri in tutti questi anni hanno finito per disperdere.
Archiviato il bipolarismo, si rischia di archiviare anche il centro che ne ha denunciato i limiti. E questo accade, a sua volta, per i limiti dei generali e colonnelli centristi in servizio permanente effettivo. Rischiano tutti di finire travolti dall’indifferenza per una volta che invece di loro ci sarebbe un certo bisogno.

MF