Un piccolo, innocente consiglio agli oppositori di Renzi dentro il Pd. Più che sulle alleanze, converrebbe sfidarlo sull’identità e sui caratteri che la sua leadership sta dando al partito. Converrebbe prendere di mira quel tratto vagamente populistico, quasi simil-grillino che lo ha indotto ieri, ad esempio, a criticare il fiscal compact con parole non troppo dissimili da quelle che vanno per la maggiore sotto il cielo a cinque stelle. Certo, il discorso delle alleanze è politicamente ineccepibile -anche se magari fatica un po’ ad arrivare al cuore della gente. Certo, prendersi cura di Pisapia o di Alfano rivela un animo generoso e un’apertura al mondo che merita applausi. Sia detto senza troppo facili ironie. La chiusura del Pd nel suo fortilizio è un errore oggi e può essere una sconfitta domani. Ma quello che davvero risulta insopportabile a chi ha a cuore la storia politica del paese è quel sentore di “grillismo di palazzo” che promana dal quartier generale renziano. Una gara di demagogia a cui il maggior partito italiano non dovrebbe proprio iscriversi. Tanto più nella certezza che quella gara la vincerà qualcun altro.

MF