I partiti disertano il territorio, e così i territori tendono a farsi partito. Lo abbiamo visto venti e più anni fa, con la prima Lega di Bossi. E oggi quello che sta capitando in Catalogna sembra confermare la tendenza. Prive di un’idea, le forze politiche cercano nei luoghi l’identità che hanno smarrito e i vantaggi che non sanno più cogliere.
Il problema è che i partiti non sono (non erano) solo una parte. Erano un tentativo di parlare a tutti, di uscire dallo stretto perimetro delle proprie parzialità, di coltivare -a modo loro, certo- un’idea di interesse generale. Ora quel tentativo è venuto meno, e ognuno si trincera in luoghi sempre più appartati e isolati gli uni dagli altri.
Così, può capitare che oggi tutti gli osservatori spieghino che hanno ragione un po’ tutti: Madrid e Barcellona, il governo spagnolo che invoca la legge e la generalidad catalana che inneggia alla libertà. Ma la politica dovrebbe fondarsi su ragioni più ampie. Essa ha bisogno di mettere in connessione principi apparentemente in contrasto. La sua regola è la convivenza. Quella che oggi appare seriamente minacciata, e non solo in Spagna.

MF