Sembra l’alternativa a tutti noi, Beppe Grillo. L’alternativa agli uni e agli altri, alle destre e alle sinistre, ai liberali e ai socialisti. Un antagonista da richiamare doverosamente alle sue incoerenze e ai suoi eccessi, da inchiodare alle mille contraddizioni che il suo dire e il suo fare evocano quasi ogni giorno.
Ma Grillo, in realtà, non è l’alternativa. E’ lo specchio, il riflesso (talvolta esagerato) dei nostri errori e delle nostre pochezze. Molti di quelli che votano M5S non stanno tanto votando a loro favore. Votano contro di noi. E vale a poco che noi cerchiamo di rimarcare che certi rimedi possono essere molto, molto più pericolosi dei mali che pretendono di guarire.
Forse allora dovremmo lasciar cuocere Grillo nel suo brodo. E semmai cercare di fare un po’ meglio, ognuno di noi, la parte che ci appartiene. Senza lanciargli contro anatemi inefficaci, ma badando semmai a fare più efficacemente il nostro mestiere. Quello di custodi di una civiltà politica che si sta perdendo.
MF