Da un po’ di giorni, nel centrodestra, si parla molto di una quarta gamba. Una sorta di “bad company” nella quale fare accomodare berlusconiani di ritorno, alfaniani in fuga e magari qualche fu democristiano in cerca di miglior sorte. Il gossip politico ricorrente scommette sul fatto che anche l’Udc, o quello che ne rimane, possa far parte di questa variopinta compagnia di giro.
L’argomento non sorprende. Però, almeno un pò, scandalizza. Gia, perché un simile approdo può far comodo al Cav che vorrebbe imbarcare i dispersi tenendoli a prudente distanza da sé. Ma non lascia nessun margine di decoro a quanti vi si prestano. Un conto sarebbe se questa quarta gamba tentasse di dettare condizioni politiche. Ad esempio, quella di una netta presa di distanza dal radicalismo della Lega modello Salvini. E tutt’altro conto è se ci si accontenta invece di una dimessa ospitalità in cambio dell’illusione della propria sopravvivenza.
A suo tempo l’Udc (parlo di molto tempo fa) diede filo da torcere, e qualche volta fu in grado di arginare alcune derive di quella stagione. Oggi mi sembra che la musica sia tutt’altra. E anche molto stridente, a dire il vero.

MF