Non c’era bisogno della contesa intorno al rinnovo del governatore di Bankitalia per scoprire che Gentiloni è, diciamo così, più “democristiano” di Renzi. Infatti, a suo tempo la Dc aveva imparato a convivere con governatori tutt’altro che docili, e a nessuno dei nostri antenati sarebbe mai venuto in mente di proporre una mozione men che rispettosa verso via Nazionale.
Sono cambiati i tempi, si dirà. E anche gli argomenti, segnati dalle crisi bancarie degli ultimi anni. Ma le regole dovrebbero essere sempre quelle, su per giù. Perfino al sottoscritto toccò di incrociare i ferri con Tremonti sul governatore dell’epoca (Fazio). Non per predilezione personale, tutt’altro, ma perché quelli erano i costumi istituzionali che avevamo imparato a indossare fin da piccoli.
Ora siamo tutti curiosi di capire come finirà la disputa. Se Gentiloni sarà abbastanza democristiano da difendere Bankitalia da un assalto politico. E tanto poco democristiano da contraddire platealmente il segretario del suo stesso partito. Oppure il contrario. Questa volta, la via di mezzo non si vede proprio.

MF