Nei lontani anni 70 i dorotei, la corrente di maggioranza della Dc, si divisero in due tronconi. La sera in cui maturò la loro disunione, Colombo si rivolse a Piccoli con una frase che rimase impressa: “calma, calma, calma”. Non servì.
Ora, chi scrive è stato, anni dopo, nel cda della Rai. E da allora ho maturato una certa esperienza di consiglieri e direttori, bravi e meno bravi. Vedo che in questi ultimi giorni la dialettica, chiamiamola così, tra il consiglio e Campodallorto è diventata piuttosto effervescente, e tutto fa pensare che ci si stia avviando a una drammatica resa dei conti. Il direttore generale viene di fatto accompagnato verso l’uscita, e il consiglio finisce per diventare il terminale di un malumore diffuso del sistema politico verso il management dell’azienda di viale Mazzini. Sullo sfondo si avverte la delusione di tanti -soprattutto dalle parti del Pd renziano- per un riscontro mediatico che viene giudicato non all’altezza delle aspettative (e anche delle pretese, se così si può dire).
Da vecchio consigliere, mi permetto di ripetere l’appello di Colombo: calma, calma, calma.

MF