Molti nemici, molto onore. Non ricordo più bene chi fu a dirlo, ma quel pensiero ha trovato nell’ultimo Renzi uno zelante esecutore. L’altro ieri ha sgridato l’Europa, il giorno dopo ha randellato D’Alema e Berlusconi, oggi se la prende con Enrico Letta, per domani avrà di sicuro messo in agenda qualche altra controversia.
Ora, su questo stile, diciamo così, un po’ gladiatorio si può ironizzare facilmente. E magari anche ricordare che questo schema di gioco -uno contro tutti, come si dice in gergo- solitamente non porta bene. Resta da capire perché mai un uomo di talento come Renzi (siamo gentili, via) sia davvero convinto che il dileggio dei suoi avversari e competitori possa portargli fortuna e consenso.
Il segretario del Pd è vittima di un’interpretazione sbagliata del paese che ambisce a governare. Sembra non comprendere che l’opinione pubblica è in cerca di un sarto che ricuce e non di un lottatore che infierisce. Dirglielo, e dirglielo con un minimo di garbo, è una fatica che merita d’essere intrapresa.
Con garbo, insisto. Perché invece la mia tentazione è di dirglielo “alla Renzi”.

MF