L’alternativa sembra essere quella tra “votare presto” e “votare bene”, come nota oggi Massimo Franco. Correre subito alle urne. Oppure cesellare una nuova legge elettorale prendendosi tutto il tempo di quel residuo di legislatura che ancora avanza. Personalmente, sono per votare “bene”. Anche perché osservo che chi vuol votare subito ha idee veloci ma anche piuttosto mutevoli. Ieri magnificava l’Italicum. Oggi brinda alla Corte che l’ha demolito. A riprova che non sempre la fretta è la consigliera più avveduta. L’Italicum aveva una filosofia maggioritaria. La sua correzione porta in una direzione proporzionalistica. Non è un passaggio “tecnico”, è un cambio di filosofia politica. Che va metabolizzato. Il maggioritario è rock, il proporzionale è lento -avrebbe detto Celentano. Ma questa medaglia ha un rovescio. Come dimostra la nostra breve Seconda Repubblica, il maggioritario è un voto “contro”, spinge l’elettorato a scegliersi un “nemico”. Il proporzionale è un voto “per”, invita a scelte identitarie. Pensarci bene, dunque, non è affatto tempo sprecato.

MF