Al di là dei paragoni (lunari) e delle polemiche (un po’ stucchevoli) su 5stelle e Dc, quello che colpisce della grande adunata grillina è la sua autoreferenzialità. Hanno discusso molto di loro stessi e lasciato fuori tutto il resto: gli alleati, i cittadini, il paese, i problemi.

Per un movimento che era nato con l’intento di dare voce ai cittadini esclusi dal processo politico e dalle fioche luci della sua ribalta non è un cambiamento da poco. L’argomento cruciale non sembrava essere la pubblica opinione. Semmai, la privata, privatissima questione dei rapporti tra loro stessi. Se far cadere il vincolo dei due mandati, come organizzare la loro cupola governativa, se pubblicare i numeri delle votazioni interne, cosa ne è della loro purezza e chi tra loro è più titolato a rivendicarla per sé e per le proprie fortune.

Si coglieva un intento celebrativo che stride non poco con la condizione non proprio felice del paese. E si sentiva in sottofondo l’eco del silenzio riservato alle questioni che attanagliano la pubblica opinione. Come spesso succede, tanta enfasi su se stessi è l’inconscia rivelazione di una insufficienza politica che di giorno in giorno va divorando equivoci e illusioni.

MF