Andreotti sta in sospeso tra la leggenda e l’aneddoto. E oggi che avrebbe compiuto cent’anni viene da chiedersi se a riassumerlo valga più la leggenda o l’aneddoto.

Lui viveva di aneddoti, che raccontava con ironia. E lasciava che intorno a sé fiorisse una leggenda, con risvolti positivi e negativi, che accettava tutti e due con una sorta di compiacimento. Ma io credo che in fondo Andreotti fosse meno frivolo, e insieme meno cinico, di come lo si è narrato (anche da se stesso, intendo dire).

Un giorno ricordo che mi parlò di un altro democristiano, che non amava. “Vende fumo. Lo raccoglie dentro scatolette colorate perché sembri altro, ma sempre di fumo si tratta”. Non dirò il nome, dato che oggi è un giorno di ricorrenze che si vorrebbero lievi. Ma mi dette, almeno quella volta, l’impressione che perfino lui si potesse scandalizzare.

Ecco, da qualche parte tra gli aneddoti e le leggende doveva pur esserci un altro Andreotti. Meno “divo”, nel bene e nel male, di come è stato poi descritto. Sarebbe bello ritrovarlo.

MF