L’impressione -solo un’impressione- è che il coronavirus stia diventando la metafora della condizione politica del paese. Le forze di governo alternano toni che vorrebbero essere rassicuranti e misure che sembrano fatte apposta per drammatizzare. Le forze di opposizione sembrano a loro volta divise tra i doveri di un certo spirito istituzionale, o quasi, e le più facili tentazioni dello spirito di parte. Intorno, il sistema mediatico si butta a capofitto sull’argomento, drammatizzandolo oltre misura, quasi a compensare gli eccessi e la noia delle cronache politiche appena lasciate per strada.

Ora, io non so quanto tutto questo allarme sia davvero giustificato. Ma a maggior ragione se lo fosse andrebbe colta l’occasione per uscire dalla spirale della demagogia che da un pò di anni ha imprigionato il nostro discorso pubblico. E invece osservo che l’allarme serve piuttosto ad ognuno per ripetere se stesso. Senza mai un guizzo, uno scarto, una novità che sia all’altezza della difficoltà a cui le misure draconiane appena adottate stanno costringendo una parte sempre più larga del paese.

E’ solo un’impressione, appunto. Spero sbagliata.

MF