Lintervista con cui De Mita annuncia di ricandidarsi a sindaco di Nusco è un piccolo gioiello di modernità politica. Il linguaggio è asciutto, frizzante, sferzante. C’è quel tanto di irrisione verso gli avversari, locali e romani, che il tempo richiede. E c’è una capacità di cogliere il punto con poche parole che smentiscono la leggenda sulla logorrea dei vecchi democristiani. Insomma, sono 91 anni portati divinamente bene, a conferma di una bella storia della politica italiana.

  Ho fatto tante volte il tifo per De Mita e tanto più ora vorrei vederlo rieletto a furor di popolo. Diciamo che lui è un fuoriclasse, e dunque può fare eccezione a quelle regole sul turn over politico che ogni volta reclamano volti inediti per dare soddisfazione al dio del rinnovamento.

  Quel dioperò esiste, e reclama le sue vittime. E dunque, dato a De Mita quel che è di De Mita, sarebbe il caso di evitare le suggestioni della nostalgia. Troppi tra di noi sono ancora convinti di poter tornare in pista alla prima occasione in nome di un passato che è certamente migliore di questo presente desolante. Ma quella desolazione si può sconfiggere solo inventandosi il futuro.

MF