Il governo è al capolinea. Non sceglie, insegue. Chiude dove invece dovrebbe trovare un modo ragionevole per tenere aperto. E lascia le cose come stanno dove invece dovrebbe correre ai ripari. Colpisce settori delleconomia che hanno speso soldi e fatica per mettersi al passo con le nuove regole. E lascia i trasporti e la scuola al punto in cui erano allinizio di tutto questo. Per non dire del Mes, convitato di pietra alle riunioni di questa maggioranza.

  Eun capolinea dove però, curiosamente, non si scende. Anzi, tutte le previsioni dicono che il governo resterà, a dispetto di tutte le sue insufficienze e difficoltà. Conte sembrava intoccabile fino a poche settimane fa in virtù della sua forza -soprattutto mediatica. E ora invece sembra destinato a rimanere dov’è proprio in ragione della sua debolezza. Destinato a venir maltrattato da unopposizione senza idee e tirato di qua e di là da tutti gli interessi che cercano di tutelarsi. Ela sua fragilità che lo rende stabile.

  Ora, è evidente che questo paradosso ci parla di una vera e propria crisi di sistema. Come se non bastasse il maledetto virus a rendere così difficile la vita del paese e così grama la sorte della sua politica.

MF