Ora che sta calando, poco a poco, il sipario su Conte e sul suo governo ci sarà tempo e modo per il Pd di ripensare la sua strategia verso il mondo dei 5 stelle.

Fino ad ora la strategia è parsa quella di addomesticarli a poco a poco, giocando un po’ sulla loro inesperienza e un po’ (un po’ di più, diciamo) sulla loro voglia di insediarsi nei gangli del potere. In questo schema il Pd faceva la parte di Rex Harrison e i grillini quella di Audrey Hepburn. Una sorta di My Fair Lady di cui l’avvocato del popolo si è trovato ad essere, insieme, il regista e lo spettatore.

Già, ma un conto è misurarsi con un’onda populista nel piano del suo vigore -come è stato fin qui. E un altro conto è avere a che fare con la curva discendente di quelle parole d’ordine. Una volta preso atto che il reddito di cittadinanza non funziona, che la lotta alla casta è una sceneggiata (furba e meschina), che l’Europa è un campo obbligato (e il Mes, allora?)… Una volta scoperto che da quelle parti l’ansia di proseguire il cammino dei leaderini fa carta straccia della retorica dei due mandati… Una volta riconosciuto che nessuna rigenerazione può venire dalla parte dei seguaci di Grillo… Una volta acclarato tutto questo, ha ancora un senso recitare la parte di Pigmalione?

MF