Dunque, Calenda oggi dice di “vergognarsi” di aver chiesto voti per il Pd. Mentre Renzi, che con la verecondia ha un rapporto diverso, ora annuncia la sua lealtà alla “ditta” e ora sembra invece covare altri propositi. Si vedrà.

Certo, chi ritiene che prima o poi si dovrà riempire il vuoto al centro che il Pd lascia aperto, è fatalmente indotto a pensare ora a Calenda e ora a Renzi come ai naturali portabandiera di una simile iniziativa.

E’ un pensiero sbagliato, però. Non perché Calenda o Renzi o entrambi non abbiano le qualità politiche per guidare un movimento. Ma perché -sia detto senza troppo sentenziare- le loro caratteristiche li rendono inadatti a farsi interpreti di una istanza, chiamiamola così, “centrista”.

Il centro è luogo di mediazione, gioco di equilibri, trama impersonale. Non ha bisogno di figure troppo forti. Al contrario teme ogni manifestazione di un ego che sta fuori, e qualche volta sopra, le righe. Il centro si concilia male con le assertività e le nettezze che Calenda e Renzi interpretano con un certo indubbio talento ma senza mai troppa pazienza.

Il centro è la pazienza fatta persona. Mentre Calenda e Renzi…

MF