Sia detto con il dovuto rispetto e senza troppa iattanza. Non si capisce davvero perché mai il centrodestra si ostini a discutere di partiti unici, federazioni e altre amenità del genere quando è chiaro a tutti che poi non se ne farà nulla. C’è troppa contesa da quelle parti perché si trovi uno schema comune, e troppa fortuna perché se ne abbia così tanto bisogno.

 Nelle coalizioni esistono regole e consuetudini ben precise, quasi codificate, per mettersi a litigare. Si litiga un po’ quando si hanno idee diverse. Si litiga di più quando si hanno le stesse idee. E si litiga ancora di più quando non si ha nessuna idea. La regola vale per tutti gli schieramenti, sia chiaro. Ma nel caso dell’attuale centrodestra viene da dire che le idee non appaiono troppe, né troppo diverse -anche se il mio parere non è propriamente quello di un tifoso.

 In un paese dove la maggioranza non è a sinistra e in un’Europa dove il vento spira a destra la ex casa delle libertà gode del favore del pronostico. Dunque, ci si aspetterebbe che i tre partiti che hanno messo radici da quelle parti si dessero da fare per redigere un’agenda di governo e spiegare bene a se stessi e ai loro elettori cosa contano di fare se e quando toccherà a loro.

E invece questa destra imita la sinistra in alcune delle sue cattive abitudini. Mentre la sinistra evoca la destra con i suoi errori ed eccessi. Forse anche per questo ci sarebbe bisogno del centro -il luogo che più manca alla politica. 

MF