Un giorno, ieri. Uno tra tanti.

  Due notizie. Il papà di Di Maio nei guai per una storiaccia di illegalità. E Salvini che rovescia il suo solito copione sui numerini. Questa volta potrebbe essere lItalia che si piega alle regole europee, almeno un pò.

  Ora, del papà di Di Maio non si dovrebbe parlare. Se non magari per dirgli che nessuno di noi ne farà un motivo di speculazione -anche perché questo marca la differenza tra lui e noi. Punto. Quanto a Salvini si può solo attendere per capire se i numerinirovesciati sono il segno di una vera svolta oppure solo un modo di dire tra tanti.

  Ma la sensazione che un giorno tra tanti e due notizie non proprio cruciali trasmettono è che i leader di questa stagione siano due che un po’ parlano a vanvera. E applicano a sé regole di indulgenza dopo aver sommerso i loro avversari sotto una coltre di rancorosa severità.

  Con il che si capisce forse meglio il destino che aspetta gli arruffapopoli. Di essere figli della demagogia spesa contro i loro avversari e poi padri della demagogia che li sommergerà. La nemesi greca sorride, la politica italiana molto meno.

MF