Una sorta di irrisione accompagna in queste ore i commenti che il M5S dedica alle amare vicissitudini del Pd. C’è Grillo che si offre scherzosamente (?) come segretario del partiti alleato. Segretario “elevato” per giunta. E c’è Conte che lascia trapelare come dopo aver visto l’amaro destino del segretario Zingaretti conta di reclamare per sé poteri assai più incisivi e quasi assoluti.

Ce n’è quanto basta perché dal Pd -o da quello che ne resta- si levi una voce orgogliosa per ribattere a un alleato così poco rispettoso. Ma questa voce finora non s’è sentita. Piuttosto ci è toccato ascoltare i mugugni di alcuni dirigenti del Nazareno e dei suoi dintorni per il fatto che il governo Draghi abbia osato chiedere una consulenza a Mc Kinsey in merito alla realizzazione del Ricovery Plan.

Ora, l’alleanza giallorossa avrebbe avuto un senso se e fino a quando il Pd fosse riuscito a trascinare i grillini verso la riva della politica e delle sue istituzioni. Mentre a questo punto sembra aver funzionato all’incontrario, spingendo la più antica casata politica del paese pericolosamente vicino ai gorghi dell’antipolitica.

C’è sempre un morto che afferra un vivo, osservava il vecchio Marx. Anche se non è del tutto chiaro in questo momento chi è vivo e chi non più.

MF