Si sente il soffio di un respiro di sollievo, dalle parti del “sistema”, nel vedere come le forze dell’antisistema comincino a pagare dazio per i propri errori, i propri equivoci e anche la propria boria. Oggi, in Sardegna, tocca al M5S. Domani chissà.

Il Pd appare sollevato nel constatare che il centrosinistra, in qualche modo, esiste ancora. E Berlusconi fa finta di credere che il centrodestra possa risorgere dalle sue ceneri.

Ora, la crisi del grillismo si sta effettivamente dipanando, e loro per primi farebbero bene a non sottovalutarla. Ma noi, tutti noi, a nostra volta, ognuno a modo proprio, faremmo bene a non sopravvalutare noi stessi. I primi segni che l’onda populista incontri le sue difficoltà e susciti tutti i malumori che merita non restituiscono infatti, come per incanto, ai partiti di prima l’occasione per tornare al centro della scena. Semmai, si alza la posta. E resta per tutti il problema di interpretare un paese inquieto e critico anche verso i sedicenti profeti della sua crisi e inquietudine.

Non sarà la crisi della Terza Repubblica a rimettere sul trono la Seconda.

MF