Onestà, onestà. Ma è proprio l’onestà quella che manca in queste ore. L’onestà intellettuale di riconoscere la difficoltà, lo sbandamento, la confusione che avvolgono ormai le stanze di governo e minacciano di precipitare il paese nell’abisso di una crisi senza precedenti.
Alla loro prima, cruciale prova di governo i gialloverdi sembrano i nipotini di Goebbels. Propaganda a tutta birra, culto delle inimicizie, spregio della verità. Un impasto di arroganza e di insipienza che sta mettendo a dura prova la tenuta di quella che una volta era la settima potenza economica del pianeta.
Si potrebbe opporre loro la dura legge dei numeri, che in queste ore stanno lievitando come un velenoso soufflé. I numeri dello spread, quelli del debito, quelli dei risparmi già andati in fumo. Si potrebbe infierire sulla loro baldanzosa insipienza, rivalersi della loro demagogia, presentare il conto di tutti questi anni spesi a raccontare un mondo che non c’è e una virtù che è scomparsa alla prima prova di sé.
Personalmente, mi accontenterei di un gesto di (umile) onestà di pensiero. Ammettere che c’è un problema. Non a Houston, A Palazzo Chigi, dietro il balcone.

MF