Non è una manovra economica. E’ una gigantesca bolla di propaganda.

Il modo in cui il governo ha redatto e poi limato e poi fatto conoscere le poste del def rivela la natura di questa maggioranza. Che non si cura tanto di numeri, ma semmai di slogan. I vice premier che fanno a gara nell’insufflare ai giornali gli scalpi che ognuno di loro porta a casa. Uno dei due che pensa bene di postare i suoi commenti su Facebook mentre è ancora in corso il consiglio dei ministri e ci si dovrebbe aspettare, se non la sua attenzione, almeno la sua buona creanza. L’altro che continua imperterrito la campagna elettorale mentre si decidono, o si fa finta di decidere, le sorti del paese che gli è (speriamo momentaneamente) affidato.

E’ un ritornello che si ripete ad ogni occasione. Non c’è l’ansia di fare le cose. C’è solo l’ansia di comunicarle. Lavorano con fin troppa fantasia per riempire la comunicazione di tutto quello che non c’è nelle cose.

La gara tra i due a fare i primi della classe sta gonfiando ancora di più la bolla propagandista. Svuotando la manovra di quello che il mondo, i mercati e soprattutto gli italiani si aspettano: un briciolo di serietà.

MF