Una volta cerano i partiti di lotta e di governo. Ora, al loro posto, si intravedono partiti né di lotta né di governo.

  Infatti le forze politiche non lottano più da tempo perché non sanno interpretare il diffuso malumore popolare. Lo cavalcano maldestramente, questo sì. Si illudono di poterlo utilizzare per la loro sopravvivenza. Fanno eco alle parole dordine più rabbiose che sentono pronunciare. Ma in politica la lotta” è più nobile di così, e avrebbe bisogno di una prospettiva che ai partiti e ai loro leader sembra mancare.

  Tantomeno governano, i partiti. La presidenza Draghi rappresenta il loro commissariamento. E suscita quasi tenerezza vederli porre di tanto in tanto qualche condizione, introdurre qualche argomento, richiamare lattenzione qua e là. Quasi che il rapporto di forze fosse segnato dai numeri parlamentari piuttosto che dallemergenza in cui siamo sprofondati.

  Non avendo più né da lottare né da governare, a questo punto i partiti dovrebbero dedicarsi a pensare. Che non è una distrazione, ma il cuore dellattività politica. Pensare il paese e lidea che ne hanno, ciascuno di loro. Pensare se stessi dentro un paese in movimento. Pensare al futuro, dato che per il momento il presente non appartiene loro più di tanto.

MF