Non dirò che Salvini è una tigre di carta. E tuttavia, s’è fatto mettere nel sacco da Conte, che non sembra proprio la reincarnazione di Churchill. S’è precipitato a rispondere a muso duro a Baglioni, mostrando un’insofferenza (e una debolezza) che nessuno dei vecchi notabili democristiani avrebbe mai tradito. E continua a parlare in modo monocorde, martellante, incapace di variare, del tutto privo di fantasia. Cosa che sulle prime piace, ma alla lunga forse annoia un pò.

Di Salvini in questi mesi -che pure hanno certificato la sua poderosa crescita virtuale- abbiamo visto tutti il tratto spavaldo, aggressivo, incurante. Un tratto che a molti italiani (uno su tre, dicono i sondaggi) piace, e anche molto. Ma che non sembra la chiave giusta per interpretare e convincere qualcuno in più e salire per davvero nella scala che conduce alla conquista del paese.

Può darsi che alla fine Salvini ce la faccia, nessuno lo può escludere. Ma la pochezza dei suoi argomenti e la limitatezza della sua fantasia politica dovrebbero quanto meno far sì che i suoi avversari evitino di lasciarsi intimidire da lui più di tanto.

MF