Non so se, alla fine, Minniti si tirerà indietro o meno, e chiarisco che, al di là di come la si pensi, credo sia stato un dignitoso Ministro nella scorsa legislatura e sia un buon dirigente politico.

Di certo sulla candidatura sta riflettendo molto, forse troppo. Si è fatto attendere prima di annunciare la discesa in campo, e lo ha fatto soprattutto perché la sua grande preoccupazione è stata quella di apparire come il candidato renziano. Ha atteso, adoperandosi nel far superare la semplificazione di una competizione tra candidato renziano e candidato antirenziano, e si è buttato nella mischia.

Oggi pare voler, per l’ennesima volta, ripensarci. Ora che Renzi si dimostra disinteressato alla partita, anzi sembra addirittura sull’uscio del Pd pronto per altre avventure politiche, ed i vari renziani sono a ranghi sparsi, lui potrebbe optare per il ritiro. Per sintetizzare, si potrebbe dire che, dopo l’esigenza di smarcarsi, è sopraggiunta la paura di non avere i numeri per “eccessivo smarcamento”.

L’essere un buon dirigente politico, non vuol dire essere un buon leader. “ Un giocatore lo vedi dal coraggio”, direbbe De Gregori. E se Marco non tirasse il rigore, vorrebbe dire che manca quel quid (senza alcuna allusione!).

DB