Dinanzi al virus che si riaffaccia prepotente nelle nostre contrade il governo può dire due cose.

La prima. Cari italiani, state tranquilli. Tutto il mondo ci ha applaudito per come abbiamo saputo affrontare la prima ondata, siamo diventati un modello, e dunque con noi siete in buone mani. “Andrà tutto bene”, come recita il mantra.

La seconda. Cari italiani, state all’erta. Il problema è assai serio e non consente comportamenti leggeri e disinvolti. Dunque, disponetevi al rigore, alla disciplina, a tutte quelle regole fastidiose e stringenti che ci consentono di tenere a bada i rischi per la nostra salute.

L’una o l’altra cosa, appunto. E invece il governo -sempre bulimico nella sua comunicazione- tende a metterle insieme, volendo a un tempo celebrare la sua virtù e richiamare i cittadini a girare alla larga dai loro “vizi”, chiamiamoli così. E’ un approccio sbagliato, che non fa capire e non risolve. E di cui la surreale vicenda del Mes diventa la chiave.

Se la seconda ondata contiene il rischio della tragedia, la disputa irrisolta sui fondi del Mes contiene la certezza di una farsa. Che il paese non merita.

MF