Se la crisi diventa una mezza crisi, la sua soluzione finirà per essere una mezza soluzione. Ora, lungi da noi deprecare le mezze misure -che spesso sono veri e propri percorsi di saggezza politica. Ma questo continuo dire e non dire, minacciare e fermarsi, annunciare e ritrarsi, diventa logorante per tutti. Consuma senza produrre altro che un rumore di fondo un po’ sinistro.

Ovviamente si può considerare imprudente -per usare un eufemismo- che si evochi una crisi di governo nel bel mezzo della pandemia, con le vaccinazioni al rallentatore. Ma una volta evocata, va attraversata. Lasciarla lì, a sobbollire, tra vani richiami all’emergenza e prove di reciproco machismo non è di nessun costrutto.

Vale per Renzi e vale per Conte, i duellanti di Conrad di queste ore. E vale per Pd e M5S, i due partiti che guidano questa traballante coalizione. Decidano di decidere, come si diceva un tempo. Se serve la crisi, che sia una crisi vera. Se produrrà un cambiamento, che sia vero anche questo. Una verità dimezzata, di questi tempi, diventa un errore politico, uno strappo istituzionale e soprattutto un veleno civile.

MF